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Sunbird riporta iMessage su Android: fidarsi è ancora un azzardo

L'app promette iMessage su Android con crittografia end-to-end e server remoti, ma le ombre su sicurezza e credenziali Apple restano.

TI 7 agosto 2026 4 min read

Sunbird torna a far parlare di sé con il rilancio del servizio che porta iMessage sugli smartphone Android. Dopo il flop del 2023 e la chiusura forzata seguita alle polemiche sulla sicurezza, l’app si ripresenta con un’infrastruttura rinnovata e promesse di crittografia end-to-end. Ma la domanda resta: è finalmente affidabile?

Come funziona il nuovo Sunbird

Il cuore del sistema è un’infrastruttura remota gestita dall’azienda: una flotta di Mac Mini ospita le sessioni iMessage per conto degli utenti. L’utente Android installa l’app, inserisce le credenziali Apple ID e da quel momento può inviare e ricevere i messaggi con le bolle blu, usare Tapback e inviare contenuti multimediali. Sunbird dichiara di aver implementato una crittografia end-to-end per tutto il percorso, compresa la comunicazione tra dispositivo e server, con una “zero-trust policy” che eviterebbe l’accesso ai dati da parte dei dipendenti. In pratica, però, l’azienda conserva comunque la possibilità tecnica di accedere all’Apple ID e alla password, perché senza di essi i server non possono autenticarsi su iMessage.

Il precedente che pesa come un macigno

Nel 2023 Sunbird era balzata agli onori della cronaca per la partnership con Nothing, che aveva integrato la tecnologia nel Phone (1) dando vita a Nothing Chats. Nel giro di pochi giorni, ricercatori indipendenti dimostrarono che i messaggi venivano trasmessi in chiaro e che il sistema era vulnerabile a iniezioni di file arbitrari. La reazione fu immediata: Google Play rimosse l’app, Nothing sospese il progetto e Sunbird mise in pausa il servizio. Oggi l’azienda sostiene di aver corretto ogni falla e di sottoporsi a regolari audit di sicurezza. Ma la fiducia, una volta persa, si ricostruisce con fatica, specie quando resta il nodo centrale della gestione delle credenziali.

La concorrenza di RCS e il valore reale del servizio

Nel frattempo, il panorama della messaggistica è cambiato. Google ha spinto con forza l’adozione del protocollo RCS, che offre esperienze simili a iMessage (messaggi arricchiti, reazioni, conferme di lettura, crittografia) nativamente su Android e, dal 2024, anche tra Android e iOS grazie all’apertura di Apple. Sebbene l’esperienza non sia identica in estetica e alcune funzioni restino esclusive di iMessage, la necessità di colmare il gap si è ridotta drasticamente. Sunbird si rivolge a un pubblico di nicchia disposto a pagare un abbonamento pur di avere le bolle blu, ma la convenienza è molto discutibile se messa a confronto con la gratuità e la trasparenza di RCS.

Cosa significa per chi legge

Per un utente Android, usare Sunbird significa delegare le proprie credenziali Apple a un intermediario, con tutti i rischi di abuso o violazione dati che questo comporta. Le alternative come RCS o le app multipiattaforma (WhatsApp, Telegram, Signal) offrono un livello di sicurezza e controllo di gran lunga superiore, senza richiedere l’affidamento di password a terzi. Chi ha davvero bisogno di iMessage su Android dovrebbe valutare con estrema cautela: leggere l’informativa sulla privacy, verificare se gli audit di sicurezza sono pubblici e indipendenti, e chiedersi se il beneficio estetico vale il potenziale furto dell’account Apple. In un’epoca in cui la protezione dei dati è un diritto, fidarsi di promesse non basta.

Fonti

Tech Brief

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