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giovedì, 6 agosto 2026
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Ecco come l’AI sta rivoluzionando la caccia alle vulnerabilità (secondo l’ACN)

L'ACN scommette su strumenti AI come Mythos e GPT Cyber per individuare vulnerabilità nelle infrastrutture critiche, con il dialogo già avviato con Anthropic e OpenAI.

TI 24 luglio 2026 4 min read

L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui affrontiamo la sicurezza informatica. Non è più solo uno strumento per la difesa, ma anche un possibile vettore di attacco. In questo scenario, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha deciso di esplorare le potenzialità dell’AI di frontiera per proteggere i sistemi più delicati del Paese. La vice direttrice generale Nunzia Ciardi ha confermato che l’ente è in interlocuzione con Anthropic e OpenAI per valutare strumenti come Mythos e GPT Cyber nella caccia alle vulnerabilità delle infrastrutture critiche.

Perché l’AI è un’arma a doppio taglio nella cybersicurezza

Modelli linguistici avanzati e agenti AI possono analizzare codice, configurazioni e reti su una scala e con una velocità impossibili per un team umano. D’altro canto, le stesse capacità sono a disposizione di attori malevoli per automatizzare attacchi, generare malware polimorfico o individuare falle zero-day. La sfida è quindi cronometrare l’uso di queste tecnologie: usarle per difendersi prima che vengano sfruttate per colpire. È qui che istituzioni come l’ACN entrano in gioco, cercando di anticipare le minacce con gli strumenti più potenti oggi disponibili.

Mythos e GPT Cyber: cosa sono e perché interessano all’ACN

Mythos è una piattaforma sviluppata da Anthropic che combina modelli linguistici con funzionalità di ragionamento complesso, pensata per analizzare sistemi software e individuare vulnerabilità logiche e semantiche. GPT Cyber, invece, è una declinazione specializzata dei modelli OpenAI rivolta al dominio della cybersecurity, con un focus sulla comprensione del contesto tecnico e sull’identificazione proattiva di punti deboli. Per l’ACN, spiega Ciardi, “l’interesse verso questi strumenti riguarda innanzitutto la protezione delle infrastrutture critiche. La possibilità di individuare vulnerabilità presenti nei sistemi strategici rappresenta infatti un tema particolarmente sensibile per la sicurezza nazionale”.

Il dialogo con Anthropic e OpenAI: un approccio istituzionale

Non si tratta di semplici test tecnici. L’ACN ha avviato interlocuzioni dirette con le due aziende californiane per valutare l’adozione responsabile di questi strumenti, con un occhio alla trasparenza, all’affidabilità e alla conformità alle normative europee. L’obiettivo è capire come questi sistemi possano essere integrati nei processi di audit e monitoraggio delle reti che supportano servizi essenziali per il Paese, dall’energia ai trasporti, dalla sanità alle telecomunicazioni. Un percorso che mette l’Italia in prima linea nel confronto tra istituzioni pubbliche e sviluppatori di AI di frontiera.

Cosa significa per chi legge

L’iniziativa dell’ACN non è solo una questione da addetti ai lavori. Dietro l’uso di Mythos e GPT Cyber si nasconde un cambio di paradigma nella difesa digitale, con ricadute concrete sulla nostra vita quotidiana. Prima di tutto, una maggiore capacità di prevenire incidenti che potrebbero bloccare servizi essenziali, proteggendo dati personali e continuità operativa. In secondo luogo, l’accelerazione delle patch: se un’AI individua una falla in pochi minuti, i tempi di reazione si accorciano, riducendo l’esposizione a rischi. Infine, si apre un dibattito su chi controlla questi strumenti: il dialogo ACN-Anthropic-OpenAI potrebbe diventare un modello per una governance pubblica dell’AI applicata alla sicurezza, bilanciando innovazione e diritti.

Fonti

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