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martedì, 8 settembre 2026
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Qwen3.8 Max: l’AI agentica cinese batte GPT-5.6 Sol Max nel controllo del computer

Il modello di Alibaba si distingue nei benchmark agentici per il controllo del computer, superando GPT-5.6 Sol Max e Fable 5, ma resta dietro Anthropic e OpenAI nella classifica generale.

TI 9 agosto 2026 4 min read

Il mondo dell’intelligenza artificiale agentica si arricchisce di un nuovo protagonista: Qwen3.8 Max, sviluppato da Alibaba, ha appena scalato la classifica dell’Intelligence Index di Artificial Analysis, piazzandosi al nono posto complessivo e, soprattutto, dimostrando capacità eccezionali nei compiti di “computer use”. Il modello ha infatti superato concorrenti blasonati come GPT-5.6 Sol Max e Fable 5 nei test dedicati al controllo del computer, segnando un punto a favore della ricerca cinese in un settore sempre più strategico.

Cos’è l’AI agentica e perché il controllo del computer è cruciale

L’AI agentica rappresenta l’evoluzione dei modelli linguistici verso sistemi capaci di agire in autonomia su interfacce digitali: anziché limitarsi a rispondere a domande, questi agenti possono navigare nel web, compilare moduli, gestire software e automatizzare flussi di lavoro complessi. Il “computer use”, in particolare, misura la capacità di un’AI di interagire con un computer esattamente come farebbe un essere umano, muovendo mouse, cliccando, digitando e interpretando ciò che appare sullo schermo. È una competenza chiave per scenari di automazione aziendale, robotica e assistenza virtuale avanzata.

Qwen3.8 Max: prestazioni e benchmark

Secondo i dati pubblicati da Artificial Analysis, Qwen3.8 Max ottiene un punteggio particolarmente elevato nei test di computer control, dove ha superato sia GPT-5.6 Sol Max (versione ottimizzata per la velocità del modello di OpenAI) sia Fable 5, l’ultimo modello di Anthropic dedicato agli agenti autonomi. Il modello di Alibaba sfrutta un’architettura multimodale che gli permette di comprendere simultaneamente testo, immagini e azioni, adattandosi a interfacce sconosciute senza addestramento specifico. Tuttavia, nelle prove di ragionamento e conoscenza generale, resta leggermente indietro rispetto ai leader assoluti.

Il confronto con GPT-5.6 Sol Max e Fable 5

GPT-5.6 Sol Max è una variante di GPT-5.6 pensata per agenti che operano in tempo reale, con tempi di risposta ridotti ma una certa penalizzazione in compiti complessi. Fable 5, invece, incarna la filosofia di Anthropic sull’AI “costituzionale”, progettata per agire in ambienti circoscritti con elevata affidabilità. Qwen3.8 Max li supera entrambi nei test di computer use grazie a un training potenziato su dati d’interazione uomo-macchina, che include catture di schermo, registrazioni di mouse e flussi di lavoro reali. Questo approccio sembra aver dato al modello cinese un vantaggio pragmatico nell’esecuzione di task concreti.

La classifica generale: Anthropic e OpenAI restano avanti

Nonostante il primato nei benchmark agentici, nella classifica complessiva dell’Intelligence Index, Qwen3.8 Max occupa la nona posizione. Davanti a lui resistono modelli come Claude 4 di Anthropic, GPT-5.6 di OpenAI e Kimi K3 di Moonshot AI, che mantengono un vantaggio nelle metriche di comprensione, creatività e adattamento a contesti aperti. Il dato conferma che la corsa all’AI agentica è sempre più frammentata: non esiste un modello dominante in ogni dimensione, e la scelta migliore dipende dall’uso specifico che se ne intende fare.

Cosa significa per chi legge

Per professionisti e aziende, l’emergere di modelli come Qwen3.8 Max segna un passo concreto verso l’automazione cognitiva: potremo delegare a un’agente AI operazioni ripetitive su software gestionali, browser o strumenti di produttività, riducendo errori e costi. È anche un segnale per il mercato italiano: soluzioni provenienti da ecosistemi tecnologici diversi (Cina, USA, Europa) stanno diventando competitive su compiti specifici, aprendo opportunità di integrazione a prezzi più accessibili. Infine, per chi sviluppa applicazioni, i benchmark agentici diventano un criterio di scelta fondamentale: non basta più valutare la fluenza o la conoscenza enciclopedica, serve misurare la capacità di agire nel mondo digitale reale.

Fonti

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