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martedì, 8 settembre 2026
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AI

Fibra ottica, l’AI fa volare il business dei data center verso i 22,5 miliardi

La domanda di AI moltiplica le connessioni in fibra ottica nei data center, con investimenti in transceiver 800G e 1,6T e un mercato che raggiungerà 22,5 miliardi di dollari.

TI 9 agosto 2026 4 min read

La corsa all’intelligenza artificiale non sta trasformando solo software e algoritmi, ma sta ridisegnando la spina dorsale fisica di internet. La fibra ottica nei data center sta vivendo una fase di espansione senza precedenti, con il mercato globale destinato a toccare i 22,5 miliardi di dollari. A trainare questa crescita è la necessità di connettere migliaia di GPU e acceleratori per l’addestramento di modelli sempre più grandi, moltiplicando la domanda di transceiver e cavi ad altissima velocità.

Perché l’AI ha bisogno di più fibra

Dietro ogni query di un assistente virtuale o generazione di immagini c’è un complesso scambio di dati tra nodi di calcolo. I carichi di lavoro dell’AI, in particolare l’addestramento di modelli linguistici e multimodali, richiedono collegamenti a bassa latenza e banda elevatissima. La fibra ottica diventa così l’elemento abilitante, superando i limiti del rame in termini di velocità e distanza. Le nuove architetture di rete all’interno dei data center stanno rapidamente migrando verso connessioni a 800 gigabit al secondo (800G) e, in prospettiva, a 1,6 terabit (1,6T). Questo salto tecnologico non è un lusso, ma una necessità per evitare colli di bottiglia che frenerebbero l’intero ecosistema dell’AI.

I protagonisti della partita industriale

La trasformazione sta attirando investimenti massicci da parte dei grandi produttori. L’americana Corning, leader nei cavi in fibra ottica, sta accelerando la produzione, mentre l’italiana Prysmian Group gioca un ruolo di primo piano con le sue soluzioni per data center ad alta densità. Anche i produttori asiatici stanno aumentando la capacità, innescando una competizione globale che punta a ridurre costi e tempi di consegna. Per Prysmian, questo contesto rappresenta un’opportunità strategica: l’azienda ha già annunciato piani di espansione per soddisfare la domanda proveniente da cloud provider e hyperscaler, confermando la centralità del know-how italiano nel mercato delle infrastrutture digitali.

La migrazione verso 800G e 1,6T

Il passaggio dagli attuali 400G agli 800G è già in corso, con i primi moduli ottici disponibili sul mercato. La vera sfida, però, è il salto a 1,6T, che richiede innovazioni nei materiali e nell’elettronica di controllo. Questi transceiver di nuova generazione consumeranno più energia, ma offriranno una densità di banda senza precedenti, consentendo di costruire data center più compatti ed efficienti. I fornitori stanno lavorando su soluzioni co-packaged optics e collegamenti diretti in fibra per ridurre le perdite di segnale e il consumo complessivo. La posta in gioco è altissima: chi controllerà questa tecnologia detterà gli standard dell’infrastruttura AI dei prossimi dieci anni.

Cosa significa per chi legge

Per il grande pubblico, questa evoluzione si traduce in servizi cloud e applicazioni di AI più veloci, reattivi e accessibili. Per le aziende, significa poter adottare infrastrutture di calcolo intensivo senza dover gestire colli di bottiglia di rete. Per i professionisti e gli investitori, apre nuove opportunità in un settore in forte crescita, dove la domanda di competenze specialistiche su fibra ottica e networking è in aumento. Infine, il protagonismo di realtà come Prysmian dimostra come l’industria italiana possa ritagliarsi un ruolo chiave nella catena di fornitura globale dell’intelligenza artificiale.

Fonti

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