La guerra legale tra Apple e OpenAI sui segreti industriali hardware si è trasformata in uno scontro pubblico senza esclusione di colpi. Dopo la causa presentata da Apple, OpenAI ha replicato pubblicando email e messaggi, mentre la Mela ha annunciato che l’indagine si allarga ad altri ex dipendenti. Una vicenda che rivela quanto sia feroce la competizione per il talento e le tecnologie nell’intelligenza artificiale.
L’accusa iniziale di Apple
Apple aveva citato in giudizio due ex dipendenti, sostenendo che avessero sottratto informazioni riservate relative a progetti hardware per portarle in OpenAI. Secondo la denuncia, i due avevano lavorato a un dispositivo potenzialmente in grado di competere con iPhone, un progetto ancora coperto dal massimo riserbo. La Mela ritiene che quei dati siano finiti nelle mani della società guidata da Sam Altman, accelerando i piani di OpenAI per entrare nel mercato dei dispositivi consumer.
La risposta di OpenAI: “Apple sta sbagliando”
La replica non si è fatta attendere. Con un post intitolato “Apple sta sbagliando”, OpenAI ha scelto la via del contraddittorio pubblico, pubblicando screenshot di conversazioni iMessage e scambi di email. L’obiettivo: dimostrare che le accuse di Apple sono infondate e basate su ricostruzioni erronee.
Dai messaggi diffusi emergerebbe che i dipendenti avevano mantenuto contatti regolari con Apple anche dopo il passaggio a OpenAI, che l’ufficio legale della stessa Mela aveva concesso loro l’accesso ad alcuni dati e che uno dei due avrebbe cancellato materiale riservato su esplicita richiesta di Apple. OpenAI ha definito la causa “avventata, aggressiva e stranamente personale”, respingendo ogni addebito e accusando Apple di aver costruito una narrazione distorta.
L’indagine si allarga: altri ex dipendenti sotto la lente
Apple ha alzato la posta con un nuovo documento legale in cui afferma che l’indagine interna si è allargata. L’azienda sospetta che altri ex dipendenti possano aver conservato o avuto accesso a informazioni confidenziali dopo aver lasciato l’azienda, e che in qualche caso questi dati potrebbero essere stati condivisi con OpenAI. I nomi e il numero esatto non sono stati resi noti, ma la mossa segnala la volontà di Apple di non limitare il caso ai due dipendenti già citati.
La tensione cresce mentre il settore AI è attraversato da una vera e propria caccia ai talenti, con stipendi stellari e progetti sempre più ambiziosi. In questo contesto, la protezione dei segreti industriali diventa cruciale.
Cosa significa per chi legge
- Competizione al calor bianco. La causa conferma che il confine tra collaborazione e scontro nel mondo tech è sottilissimo. Le aziende investono risorse enormi per sviluppare hardware e AI proprietari, e ogni fuga di informazioni può valere miliardi.
- Gestione dei dipendenti in uscita. La vicenda mostra quanto sia delicato il passaggio di professionisti tra aziende concorrenti. Procedure di exit interview, audit sugli accessi e clausole di non divulgazione vanno presidiate con massima attenzione.
- Rischio di un freno alla mobilità? Se il contenzioso dovesse amplificarsi, potrebbe creare un precedente per limitare ulteriormente gli spostamenti dei lavoratori, con ripercussioni sull’intero ecosistema dell’innovazione.
Fonti
- Apple contro OpenAI: la guerra segreta per il dispositivo che sfiderà iPhone
- OpenAI passa al contrattacco contro Apple nella causa sui segreti industriali: pubblicati email e messaggi
- OpenAI drags Apple’s lawsuit into the court of public opinion
- Apple says more ex-employees may have taken confidential data to OpenAI