Due mondi del software e dell’industria italiana uniscono le forze per accompagnare le piccole e medie imprese nell’adozione di strumenti digitali avanzati. AssoSoftware, l’associazione che rappresenta l’industria del software, e Unimatica Confapi, l’unione delle imprese ICT aderente a Confapi, hanno siglato un accordo strategico per mettere a disposizione delle PMI competenze, formazione e azioni di policy condivise. Al centro dell’intesa ci sono intelligenza artificiale, cybersicurezza e la spinta per ottenere dal Governo incentivi concreti alla digitalizzazione.
L’accordo: un’alleanza per il software e l’industria 4.0
AssoSoftware riunisce oltre 900 aziende produttrici di software in Italia, mentre Unimatica Confapi rappresenta le imprese dei servizi informatici e digitali all’interno del sistema Confapi. La collaborazione nasce dalla necessità di creare un ponte tra chi sviluppa soluzioni tecnologiche e chi le utilizza quotidianamente, in un tessuto imprenditoriale fatto di realtà spesso prive di risorse interne dedicate all’innovazione. L’obiettivo è fornire alle PMI un accesso semplificato a strumenti digitali all’avanguardia e a percorsi di aggiornamento professionale, migliorandone la competitività sul mercato interno ed estero.
I pilastri: AI e cybersicurezza per competere
L’intesa punta su due aree critiche per la modernizzazione del sistema produttivo. L’intelligenza artificiale viene vista come leva per ottimizzare processi, ridurre costi e sviluppare nuovi servizi anche in settori tradizionali. La cybersicurezza, invece, diventa un prerequisito indispensabile: con l’aumento delle minacce informatiche, molte PMI restano esposte a rischi di furto dati o interruzione operativa. L’accordo prevede iniziative di sensibilizzazione, formazione diffusa e la condivisione di best practice per alzare il livello di protezione delle imprese più piccole, spesso sottovalutato ma sempre più bersaglio di attacchi.
Il Manifesto per l’Italia Digitale e la proposta ‘Investo Digitale’
AssoSoftware ha lanciato da tempo il Manifesto per l’Italia Digitale, un documento che sollecita interventi pubblici per accelerare la digitalizzazione del Paese. Tra le idee chiave figura l’introduzione di Investo Digitale, una misura che ricalcherebbe lo schema dei crediti d’imposta già visti per i beni strumentali, estendendola in modo organico agli investimenti in software, piattaforme cloud, intelligenza artificiale e sicurezza informatica. L’adesione di Confapi a questa iniziativa rafforza la richiesta al Governo e conferisce maggiore peso negoziale alle proposte dell’associazione, aumentando le probabilità che il tema entri nell’agenda politica.
Cosa significa per chi legge
Per un imprenditore o un professionista italiano, l’accordo si traduce in opportunità concrete. Innanzitutto significa poter contare su una rete più ampia di consulenti e fornitori qualificati per avviare progetti di digitalizzazione o per mettere in sicurezza la propria infrastruttura. In secondo luogo, aumenta la probabilità che lo Stato introduca incentivi fiscali specifici per il software e i servizi digitali, riducendo il costo degli investimenti. Infine, la crescente attenzione su AI e cybersicurezza potrà generare soluzioni più accessibili e su misura per le esigenze delle PMI, aiutandole a rimanere competitive senza dover sostenere spese proibitive. Tenere d’occhio l’evoluzione del dialogo con il Governo e le prossime iniziative delle due associazioni può offrire un vantaggio tempestivo a chi pianifica la trasformazione digitale della propria realtà.