Vai al contenuto
giovedì, 6 agosto 2026
TechInfos.it

Notizie tech, AI e cybersecurity spiegate semplice per l’Italia.

Business

Google, multa UE da 890 milioni: cosa deve cambiare in Search e Play

L'Unione Europea ha sanzionato Google per violazioni del DMA, imponendo modifiche radicali a ranking, link e commissioni su Ricerca e app store.

TI 24 luglio 2026 4 min read

L’Unione Europea ha inflitto a Google una multa da 890 milioni di euro per due violazioni del Digital Markets Act (DMA). La sanzione, annunciata il 23 luglio 2026, riguarda il self-preferencing nei risultati della Ricerca Google e le restrizioni agli sviluppatori su Android e Play Store. Oltre al pagamento, Google dovrà adeguare le proprie pratiche commerciali, con possibili ricadute per utenti e aziende.

Doppia violazione del Digital Markets Act

La Commissione europea contesta a Google due comportamenti abusivi. Il primo è il self-preferencing su Google Search: l’azienda avrebbe favorito i propri servizi (come Shopping o Voli) nei risultati di ricerca, penalizzando i concorrenti. Il secondo è l’anti-steering su Play Store: contratti e regole tecniche impedivano agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi esterni al Play Store, limitando la concorrenza e mantenendo commissioni elevate.

Cosa deve cambiare su Google Search

Google dovrà rivedere l’algoritmo di ranking per garantire un trattamento equo ai servizi di terze parti. Ciò significa che link, immagini e contenuti di concorrenti dovranno apparire in modo neutrale, senza favorire i prodotti Google. Inoltre, la Commissione impone di rimuovere gli ostacoli che impedivano agli sviluppatori di promuovere offerte esterne direttamente nei risultati di ricerca. Tra le ipotesi, potrebbero essere eliminate le attuali schede di AI Overview generate dall’intelligenza artificiale, se ritenute discriminatorie.

Play Store: via i vincoli sulle commissioni

Per Android e Play Store, Google non potrà più vietare agli sviluppatori di comunicare agli utenti la possibilità di acquistare contenuti o servizi al di fuori dell’app, tramite sistemi di pagamento propri. Questo permetterà di aggirare le commissioni del Play Store (fino al 30%) e offrire prezzi più bassi. La decisione UE spinge verso una maggiore libertà di scelta per gli sviluppatori e un possibile ridimensionamento del modello di business dell’app store.

Una sanzione pesante, ma non la massima possibile

Gli 890 milioni di euro rappresentano una cifra considerevole, ma sono inferiori al tetto massimo del DMA, che può arrivare fino al 10% del fatturato globale annuo. Per Alphabet (la holding di Google), che ha chiuso il 2025 con oltre 300 miliardi di ricavi, la multa equivale a circa lo 0,3% del giro d’affari. Bruxelles ha preferito una sanzione proporzionata, accompagnata dall’obbligo di compliance entro tempi serrati.

Cosa significa per chi legge

Per gli utenti italiani, le modifiche a Google Search potrebbero tradursi in risultati più trasparenti e una maggiore varietà di fonti. Su Play Store, le app potrebbero mostrare link a pagamenti esterni, con possibili risparmi sugli acquisti digitali. Per gli sviluppatori, si apre l’opportunità di ridurre le commissioni e guadagnare margini più alti. La sfida ora è capire come Google adatterà i propri servizi, bilanciando gli obblighi normativi con la propria strategia commerciale.

Fonti

Tech Brief

Le notizie tech più importanti, in formato breve.

Ricevi la sintesi quotidiana su AI, cyber e gadget direttamente in inbox.