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Chat Control, l’Europarlamento dice sì ma salva la crittografia: cosa rischia ora l’Italia

Il Parlamento UE approva il Chat Control con modifiche: esclusi i messaggi con crittografia end-to-end, ma restano forti perplessità sulla sicurezza e sulla privacy. Il Garante italiano parla di misura sproporzionata.

TI 10 luglio 2026 4 min read

Dopo mesi di scontri e rinvii, il Parlamento Europeo ha dato il via libera al Chat Control 1.0, la controversa proposta di regolamento che impone la scansione preventiva delle comunicazioni private per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico online. Il voto, avvenuto nell’ultima sessione plenaria prima della pausa estiva, introduce un emendamento cruciale: i sistemi di messaggistica che utilizzano crittografia end-to-end (E2E) restano fuori dall’obbligo di scansione. Una vittoria parziale per i difensori della privacy, ma il testo approvato lascia aperti interrogativi profondi sul futuro della sicurezza digitale.

Il voto e i prossimi passi

Il regolamento, ufficialmente noto come proposta per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale sui minori, è stato adottato con modifiche significative. L’esclusione della crittografia E2E significa che piattaforme come WhatsApp, Signal e iMessage non dovranno implementare sistemi di monitoraggio che violino la cifratura dei messaggi. Ora la palla passa al Consiglio dell’Unione Europea, che avrà tre mesi di tempo per approvare le modifiche. Se dovesse respingerle o modificarle ulteriormente, si aprirebbe una fase di negoziazione interistituzionale che potrebbe protrarsi fino a fine anno.

Le critiche: una vulnerabilità strutturale

Nonostante l’esclusione, il Chat Control continua a sollevare allarme tra esperti di cybersicurezza e attivisti digitali. In un’analisi pubblicata da Cybersecurity360, si evidenzia come l’introduzione di meccanismi di scansione generalizzata rischi di trasformare uno strumento di protezione in una vulnerabilità sistemica. Costringere i fornitori di servizi a ispezionare i contenuti prima della cifratura, anche per i sistemi non E2E, potrebbe aprire falle sfruttabili da malintenzionati, indebolire l’affidabilità delle comunicazioni e creare una pericolosa sorveglianza di massa.

La posizione del Garante italiano

Tra le voci più critiche c’è quella di Agostino Ghiglia, componente del Garante per la protezione dei dati personali. Intervistato da Agenda Digitale, Ghiglia ha definito il Chat Control “uno strumento sproporzionato” che, pur perseguendo un fine lodevole, adotta una logica di controllo generalizzato incompatibile con i principi democratici. “Fino a che punto una democrazia può rendere controllabili le comunicazioni private?”, ha domandato, sottolineando che la soluzione non può essere “un Grande Fratello che legge tutto”. Il Garante ha ribadito che la protezione dei minori va perseguita con mezzi mirati e rispettosi dei diritti fondamentali, non con una sorveglianza indiscriminata.

Protezione dei minori vs. privacy: un equilibrio ancora da trovare

Il dibattito riflette una tensione crescente nell’Unione Europea. Da un lato, l’obbligo morale e giuridico di combattere lo sfruttamento minorile; dall’altro, il diritto alla riservatezza e alla sicurezza delle comunicazioni digitali. Secondo i critici, il Chat Control nella sua formulazione attuale – anche dopo gli emendamenti – mantiene un impianto che potrebbe costringere i provider a implementare sistemi di client-side scanning, ovvero analisi dei contenuti direttamente sul dispositivo dell’utente prima della cifratura. Una tecnica che molti esperti equiparano a uno spyware di Stato.

Cosa significa per chi legge

  • I messaggi crittografati restano (per ora) al sicuro: se usi app con E2E, le tue conversazioni non saranno soggette a scansione obbligatoria, ma il quadro normativo potrebbe evolvere in sede di Consiglio.
  • Attenzione ai servizi meno protetti: piattaforme come Messenger di Facebook o Telegram (nelle chat non segrete) potrebbero essere obbligate ad attivare filtri, aumentando i rischi di esposizione dei dati.
  • La partita non è chiusa: il Consiglio UE potrebbe irrigidire il testo o, al contrario, smantellare le tutele residue. Seguirà un negoziato serrato che merita di essere monitorato da cittadini e imprese.

Fonti

Tech Brief

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