Le prossime mosse di Apple nel segmento smartphone potrebbero segnare un punto di svolta non solo tecnologico, ma anche economico. Due indiscrezioni separate, ma convergenti, disegnano un iPhone 18 Pro Max più costoso da produrre e fisicamente diverso. Secondo un’analisi di Counterpoint Research, il solo costo dei materiali (Bill of Materials) potrebbe salire di quasi 300 dollari rispetto alla generazione attuale, spinto dal rincaro di memorie, processore e fotocamera. Parallelamente, fonti vicine alla catena di fornitura suggeriscono un aumento dello spessore, che supererebbe la soglia psicologica del centimetro, per fare spazio a un comparto fotografico rinnovato e a una batteria più generosa.
L’aumento del costo di produzione: i tre fattori chiave
L’analisi di Counterpoint mette in luce tre componenti principali che farebbero lievitare la spesa per Apple. Innanzitutto, le memorie: il passaggio a moduli LPDDR6 di nuova generazione comporterebbe un costo aggiuntivo significativo. In secondo luogo, il chip A20 Pro, realizzato con un processo produttivo avanzato e presumibilmente più caro, incide sul prezzo complessivo. Infine, il sistema fotografico, con sensori più grandi e ottiche perfezionate, richiede una spesa maggiore rispetto al passato. Complessivamente, si parla di un incremento stimato tra i 250 e i 300 dollari a dispositivo, un balzo che non si vedeva da anni e che mette sotto pressione i margini di Apple se vorrà mantenere invariati i prezzi al dettaglio.
Perché lo spessore cresce: fotocamera e batteria sotto accusa
La seconda voce, relativa al design, indica che iPhone 18 Pro e Pro Max potrebbero superare il centimetro di spessore, un valore che manca dai modelli di qualche anno fa. La ragione principale è il nuovo modulo fotocamera: l’integrazione di sensori più performanti e di un sistema di stabilizzazione migliorato richiederebbe più spazio interno, allontanando la scocca posteriore dal display. A questo si aggiunge la volontà di Apple di incrementare la capacità della batteria, per compensare i consumi di un display sempre più luminoso e di un processore potente. L’aumento di spessore, quindi, non sarebbe solo un effetto collaterale, ma una scelta tecnica per bilanciare prestazioni e autonomia.
Possibili effetti sul prezzo finale per i consumatori
Se il costo di produzione sale in modo così marcato, Apple potrebbe trovarsi a decidere tra due strade: assorbire l’aumento riducendo i propri margini, oppure trasferirlo sul prezzo di vendita. La storia recente suggerisce che la compagnia tende a