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martedì, 8 settembre 2026
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Codice generato dall’AI: perché la sicurezza non è automatica

I modelli LLM accelerano lo sviluppo ma introducono rischi come codice insicuro, allucinazioni e prompt injection. Ecco come mitigarli.

TI 2 luglio 2026 4 min read

L’adozione dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) sta trasformando il modo di scrivere software: generano codice in pochi secondi, riducono i tempi di sviluppo e democratizzano la programmazione. Ma questa accelerazione comporta un prezzo in termini di sicurezza. Codice generato automaticamente, allucinazioni software e nuove superfici di attacco come il prompt injection stanno già creando scenari di rischio inediti, che richiedono un cambio di mentalità nei team di sviluppo e nelle pipeline DevSecOps.

Le vulnerabilità specifiche degli LLM nel codice

L’OWASP ha pubblicato una top ten dedicata alle minacce per le applicazioni basate su LLM. Tra queste, spiccano l’insecure output handling, quando il testo generato viene passato direttamente a funzioni di sistema senza validazione, e l’excessive agency, che consente al modello di eseguire azioni con privilegi eccessivi. Un altro problema diffuso è la divulgazione di informazioni sensibili, perché gli LLM possono memorizzare e riprodurre dati presenti nei prompt o nel training set, causando data leakage accidentali.

Allucinazioni e dipendenze fantasma

Uno degli effetti collaterali più insidiosi è la generazione di pacchetti o librerie inesistenti. Il modello, convinto di richiamare moduli reali, può indurre lo sviluppatore a importare componenti che non esistono nei repository ufficiali. Questo apre la strada al package hallucination attack: un malintenzionato può creare un pacchetto con quel nome per diffondere malware. Il fenomeno è già stato osservato in ecosistemi come npm e PyPI, con campagne malevole mirate proprio agli sviluppatori che usano assistenti AI senza verifica.

Prompt injection e data leakage

Il prompt injection è una tecnica di attacco che sfrutta l’interazione con l’LLM per modificarne il comportamento o estrarre informazioni riservate. Nei contesti di sviluppo, un input non controllato può indurre il modello a generare codice malevolo o a rivelare dati di configurazione. Ancora più pericolosa è la conversation history injection, dove l’attaccante inserisce istruzioni nascoste nella cronologia per reindirizzare le risposte future. Senza un adeguato filtraggio, il rischio di data leakage e compromissione della logica applicativa è concreto.

Strategie per uno sviluppo sicuro con gli LLM

Mitigare questi rischi non significa rinunciare all’AI, ma adottare un approccio consapevole. Prima di tutto, è cruciale validare ogni output generato: trattare il codice dell’LLM come input non fidato, applicando analisi statica e sandboxing. In questo modo è possibile prevenire l’esecuzione di codice malevolo e limitare l’impatto di eventuali vulnerabilità. È inoltre essenziale formare i team sulle best practice di sicurezza per l’AI e integrare controlli automatici nelle pipeline CI/CD.

Fonti

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