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BIOS bloccato? Claude Code trova il bypass e sblocca 55 opzioni nascoste

Un modder ha sbloccato il BIOS di un notebook HP bloccato con Claude Code, individuando il punto debole nel controllo firma e attivando 55 opzioni nascoste.

TI 4 agosto 2026 4 min read

Un appassionato di modding ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa aggirare i blocchi firmware senza rompere la crittografia. Utilizzando Claude Code, è riuscito a sbloccare il BIOS di un notebook HP acquistato usato, superando il controllo della firma digitale e ripristinando l’accesso completo al sistema, con 55 opzioni nascoste riattivate. L’operazione non ha violato l’RSA, ma ha disabilitato il punto in cui il firmware verifica la validità degli aggiornamenti: un classico bypass logico che riaccende il dibattito sulla sicurezza dei blocchi hardware.

L’operazione di sblocco

Il protagonista ha messo le mani su un HP 15-dw1036ne con BIOS protetto da password. Dopo aver estratto il dump della memoria flash, ha affidato l’analisi a Claude Code. L’AI ha setacciato il codice binario alla ricerca della routine di verifica delle firme, individuando rapidamente un flag di controllo. Modificando quel singolo bit, il controllo di autenticità è stato disattivato, consentendo di caricare un firmware personalizzato senza che il sistema rilevasse l’alterazione. Il risultato? Non solo la rimozione del blocco, ma anche lo sblocco di 55 impostazioni avanzate nascoste dal produttore, tra cui regolazione di tensioni, temporizzazioni RAM e soglie termiche, normalmente invisibili all’utente.

Claude Code e il reverse engineering

Claude Code ha lavorato come un assistente virtuale di reverse engineering: ha segmentato il dump, suggerito pattern noti e proposto la modifica esatta da applicare. Invece di cercare di decifrare la chiave RSA, ha semplicemente trovato un modo per saltare il controllo. Questa accelerazione riduce drasticamente il tempo necessario per analizzare firmware complessi e abbassa la barriera tecnica per operazioni che prima richiedevano competenze specialistiche di basso livello. È un esempio concreto di come i modelli linguistici possano affiancare gli sviluppatori anche nell’hardware hacking etico.

Implicazioni per la sicurezza

Il caso non è una falla nell’RSA, ma un promemoria: un blocco firmware è robusto solo quanto il suo punto più debole. Se la verifica della firma può essere aggirata modificando un byte con accesso fisico, la protezione diventa bypassable. Questo non sminuisce la crittografia, ma sottolinea che la sicurezza dei BIOS deve essere difesa su più livelli, inclusi controlli di integrità hardware e rilevamento di manomissioni. Per gli utenti, significa che un portatile usato con BIOS bloccato non è una fortezza inviolabile, e per le aziende è uno stimolo a rafforzare le catene di fiducia firmware.

Cosa significa per chi legge

Per chi acquista hardware di seconda mano, è utile sapere che un blocco BIOS non garantisce l’inaccessibilità assoluta: con gli strumenti giusti, una persona esperta può riprendere il controllo. Per gli appassionati di modding, strumenti come Claude Code aprono possibilità finora riservate a pochi ingegneri. Sul fronte sicurezza, conviene affiancare le password firmware con misure fisiche, come enclosure sigillati o sistemi di rilevamento intrusioni. Infine, la vicenda mostra come l’AI stia diventando un alleato potente nel trovare la strada più breve per risolvere problemi complessi, anche quando si tratta di dare nuova vita a vecchio hardware.

Fonti

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