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martedì, 8 settembre 2026
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Cosa cambia con LongCat-2.0, il modello AI cinese su chip domestici e open source

La Cina accelera sull'AI indipendente con LongCat-2.0, modello open source da 1,6 trilioni di parametri che sfida i big tech USA usando solo chip domestici.

TI 2 luglio 2026 4 min read

Meituan, colosso cinese noto soprattutto per le consegne a domicilio, ha alzato il sipario su LongCat-2.0, un modello linguistico di grandi dimensioni che potrebbe riscrivere le regole della corsa all’intelligenza artificiale. La particolarità? È stato addestrato e ottimizzato interamente su chip sviluppati in Cina, raggiungendo prestazioni che l’azienda paragona a quelle di Gemini 3.1 Pro di Google. Rilasciato con licenza open source, il sistema apre scenari inediti per sviluppatori e aziende di tutto il mondo.

LongCat-2.0: un gigante da 1,6 trilioni di parametri tutto cinese

Con i suoi 1,6 trilioni di parametri, LongCat-2.0 si colloca nella fascia dei modelli di punta, capace di gestire compiti complessi di comprensione, generazione e ragionamento. Ma il dato più significativo è la filiera hardware: l’addestramento e l’inferenza sono avvenuti esclusivamente su acceleratori progettati in Cina. Un risultato reso possibile dalla spinta all’autosufficienza tecnologica seguita alle restrizioni statunitensi sull’export di chip avanzati, come le GPU H100 e A100 di NVIDIA.

Secondo le dichiarazioni di Meituan, il modello sfrutta un’architettura moderna (presumibilmente di tipo Mixture of Experts) per bilanciare dimensioni colossali ed efficienza computazionale. L’intero stack – dai dati ai chip – è quindi domestico, un segnale forte per l’ecosistema cinese.

Prestazioni da primo della classe e confronto con Gemini 3.1 Pro

Nei benchmark interni pubblicati, LongCat-2.0 raggiungerebbe risultati paragonabili a quelli di Gemini 3.1 Pro, il modello di Google lanciato a metà 2025. Pur in assenza di verifiche indipendenti, il dato è rilevante perché indica che l’industria cinese è ormai in grado di competere senza il sostegno dei semiconduttori americani.

La scelta di rilasciare il modello con licenza open source – probabilmente una variante permissiva come la Apache 2.0 – permette a chiunque di utilizzarlo, modificarlo e distribuirlo anche per scopi commerciali. Un vantaggio non da poco per startup e sviluppatori che vogliono evitare la dipendenza da API proprietarie o da costosi servizi cloud.

Il ruolo dei chip domestici: dalla necessità all’orgoglio tecnologico

Gli embarghi tecnologici degli Stati Uniti hanno costretto la Cina a investire miliardi nella progettazione di chip per AI. Aziende come Huawei (Ascend) e Biren Technology hanno messo a punto GPU alternative, ma finora i modelli più grandi si erano appoggiati a hardware importato. Con LongCat-2.0, Meituan dimostra che un sistema da 1,6 trilioni di parametri può nascere e funzionare su chip locali.

Questo traguardo non è solo simbolico: ridurre la dipendenza dalle tecnologie estere significa per le aziende cinesi maggiore controllo sui costi, sulle tempistiche di sviluppo e sulla sicurezza dei dati. Al tempo stesso, il fenomeno alimenta un decoupling tecnologico che potrebbe frammentare la ricerca globale in due ecosistemi separati.

Cosa significa per chi legge

Per sviluppatori, ricercatori e imprese, LongCat-2.0 porta tre novità concrete. In primo luogo, accresce la concorrenza nel mercato dei modelli open source, offrendo un’alternativa potente a Llama, Mistral o Falcon. In secondo luogo, dimostra che l’AI avanzata può prescindere dagli hardware dominanti, abbassando la soglia di ingresso per realtà senza accesso a chip NVIDIA di fascia alta. Infine, ricorda che l’innovazione non si ferma davanti alle barriere geopolitiche: nuovi modelli di alta qualità potrebbero arrivare da direzioni inaspettate, ampliando la scelta per tutti.

Nel quotidiano, questo significa probabilmente strumenti linguistici più accessibili, integrabili in prodotti e servizi senza i costi delle licenze commerciali, e un’ulteriore spinta alla trasparenza dell’AI. Resta da vedere come risponderanno i rivali statunitensi.

Fonti

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