Per centinaia di migliaia di persone in Europa, l’atrofia geografica (una forma avanzata di degenerazione maculare senile) significa perdere progressivamente la visione centrale, rendendo impossibili gesti quotidiani come leggere o riconoscere i volti. Una svolta concreta arriva ora dall’approvazione europea di PRIMA, il primo chip fotovoltaico sottoretinico che va a riattivare i circuiti visivi ancora integri.
Come funziona il chip PRIMA
PRIMA è un impianto retinico miniaturizzato, grande quanto un chicco di riso, che viene inserito chirurgicamente sotto la retina. Non richiede cavi o batterie esterne: il chip è dotato di microcelle fotovoltaiche che catturano la luce che entra nell’occhio e la convertono direttamente in impulsi elettrici. Questi segnali stimolano i neuroni bipolari ancora presenti nella retina, bypassando i fotorecettori danneggiati dalla malattia. L’energia necessaria al funzionamento è trasmessa in modalità wireless da un paio di occhiali speciali, che proiettano anche pattern di luce infrarossa per ottimizzare la stimolazione.
I risultati clinici: visione centrale recuperata senza rischi per quella residua
Gli studi clinici che hanno portato all’approvazione europea hanno coinvolto pazienti con atrofia geografica in stadio avanzato. I dati mostrano un guadagno significativo dell’acuità visiva: oltre la metà dei partecipanti ha potuto riconoscere lettere e dettagli fini, migliorando sensibilmente la propria autonomia. Un aspetto cruciale è che il dispositivo non compromette la visione periferica residua, un rischio spesso temuto con tecnologie simili. L’impianto è risultato ben tollerato, con un profilo di sicurezza che ha soddisfatto i rigorosi criteri del nuovo regolamento europeo sui dispositivi medici (MDR).
La commercializzazione inizia dalla Germania
Con il marchio CE ora ottenuto, PRIMA può essere distribuito nei Paesi dell’Unione. Il primo impianto commerciale è previsto in Germania, scelta come nazione capofila per la presenza di centri chirurgici specializzati e per un ecosistema assicurativo che favorisce l’accesso rapido a terapie innovative. L’azienda produttrice, Science Corporation (nata da un costola di Neuralink), sta formando équipe in altri Stati membri e prepara dossier per ottenere rimborsi e coperture sanitarie locali. L’Italia, dove la degenerazione maculare colpisce oltre un milione di persone, potrebbe vedere i primi impianti entro il 2027, secondo le proiezioni degli esperti del settore.
Cosa significa per chi legge
Per i pazienti e le famiglie che convivono con l’atrofia geografica, l’approvazione di PRIMA apre una prospettiva terapeutica dove prima c’era solo un lento declino. Significa che la ricerca sui chip retinici non è più fantascienza, ma una realtà regolata e pronta a entrare in clinica. Da un punto di vista pratico, chi è interessato dovrebbe monitorare l’avvio dei centri autorizzati e parlare con il proprio oculista per capire se l’impianto è adatto al proprio stadio di malattia. Infine, l’iter autorizzativo potrebbe accelerare investimenti in tecnologie affini, allargando le opzioni in futuro anche per altre patologie della retina.