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venerdì, 7 agosto 2026
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Microsoft: AI per bug, ma una patch di Defender può saturare il disco

Microsoft usa l'AI per trovare bug in Windows, mentre una patch per Defender rischia di saturare il disco: il delicato equilibrio degli aggiornamenti di sicurezza.

TI 11 luglio 2026 4 min read

Microsoft sta adottando l’intelligenza artificiale per scovare vulnerabilità nel codice di Windows, con il sistema MDASH che promette di accelerare la scoperta e la correzione di bug. Ma proprio mentre l’AI entra nella cassetta degli attrezzi della sicurezza, emerge un caso emblematico: una patch per una falla zero-day in Microsoft Defender, pensata per evitare l’esaurimento dello spazio su disco, rischia paradossalmente di provocare lo stesso problema. Un promemoria di quanto sia delicato l’ecosistema degli aggiornamenti di sicurezza.

MDASH: l’intelligenza artificiale a caccia di bug

Microsoft ha sviluppato MDASH, un sistema basato su AI progettato per analizzare il codice sorgente di Windows alla ricerca di vulnerabilità. A differenza degli scanner tradizionali, MDASH utilizza modelli linguistici di grandi dimensioni per comprendere il contesto del codice, identificare percorsi di esecuzione insidiosi e segnalare potenziali falle in modo automatico. Secondo quanto riportato, il sistema ha già portato alla scoperta di diverse vulnerabilità, e Microsoft prevede un aumento degli aggiornamenti di sicurezza proprio grazie a questa tecnologia. L’azienda ha dichiarato che gli utenti Windows dovrebbero aspettarsi più patch, un segnale positivo per la protezione ma anche un possibile carico per gli amministratori IT.

RoguePlanet: la falla zero-day di Defender e il fix sotto accusa

In parallelo, una vulnerabilità zero-day nel motore di Microsoft Defender, battezzata RoguePlanet, è stata recentemente corretta. Il bug permetteva a un attaccante, senza eseguire codice, di causare un consumo eccessivo di risorse, potenzialmente saturando il disco rigido. Tuttavia, la patch rilasciata per risolvere il problema ha mostrato effetti collaterali, con segnalazioni di amministratori di sistema che hanno riscontrato un aumento anomalo dell’utilizzo dello spazio su disco dopo l’aggiornamento. Microsoft è al lavoro su un fix secondario per correggere questa regressione, mentre invita gli utenti a monitorare i propri sistemi e a mantenere attivi gli aggiornamenti automatici. La vicenda sottolinea la complessità della gestione delle patch in ambienti reali e l’importanza di test approfonditi prima del rilascio.

Fonti

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