L’intelligenza artificiale si sta diffondendo rapidamente nei processi aziendali, ma la corsa all’adozione incontra un ostacolo meno evidente dei costi dei modelli: la gestione di identità, accessi e sicurezza. Il nuovo report Businesses at Work 2026 di Okta mette in luce come la crescita degli agenti AI e degli account non umani stia creando nuove complessità, mentre shadow AI e pressioni normative complicano il quadro.
Agenti AI e account non umani in forte crescita
Il report segnala un aumento significativo degli agenti AI autonomi e degli account non umani utilizzati per automatizzare processi. Questi account, spesso con privilegi elevati, rappresentano una superficie di attacco in espansione. Le aziende stanno correndo ai ripari adottando più strumenti di protezione, ma la proliferazione di identità digitali rende difficile mantenere una visione centralizzata e sicura. La mancanza di governance su questi accessi può portare a vulnerabilità sfruttabili da malintenzionati.
I costi nascosti: governance e conformità normativa
L’adozione dell’AI non è solo una questione tecnologica. Le imprese devono fare i conti con la crescente spesa per la governance, spinta da normative come l’EU AI Act. Okta rileva che gli investimenti in strumenti di gestione delle identità e di sicurezza sono in aumento, ma spesso sono frammentati. L’integrazione tra sistemi legacy e nuove piattaforme AI richiede sforzi consistenti, rallentando i progetti e aumentando il rischio di non conformità.
Shadow AI: il rischio non dichiarato
Un fenomeno preoccupante è lo shadow AI, ovvero l’utilizzo non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti. Senza controllo, queste iniziative sfuggono alle policy aziendali, esponendo dati sensibili e creando incongruenze negli accessi. La mancanza di visibilità su questi usi rende quasi impossibile una gestione coerente della sicurezza, amplificando i rischi di data breach e violazioni della privacy.
Cosa significa per chi legge
Per i professionisti del settore tech e i decisori aziendali, il report Okta offre tre spunti pratici. Innanzitutto, è urgente adottare un approccio identity-first: l’identità digitale diventa il nuovo perimetro di sicurezza, da proteggere con autenticazione forte e monitoraggio continuo. In secondo luogo, è indispensabile censire e governare gli strumenti AI utilizzati, anche quelli non ufficiali, per ridurre lo shadow AI. Infine, prepararsi alle normative investendo in soluzioni di governance integrate può trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo, garantendo fiducia e velocità nell’innovazione.