Gestire l’acqua in modo efficiente non significa solo evitare sprechi della risorsa: vuol dire anche ridurre i consumi energetici legati al pompaggio e alla distribuzione. È su questo fronte che il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo sta facendo scuola, integrando intelligenza artificiale e dati storici per ottimizzare in tempo reale il funzionamento delle proprie infrastrutture.
La sfida: energia e imprevedibilità meteo
I consorzi di bonifica come quello dell’Adige Euganeo gestiscono reti di canali, idrovore e impianti di sollevamento che consumano grandi quantità di energia elettrica, specialmente durante eventi meteorologici intensi. Anticipare piogge, piene o periodi siccitosi è cruciale per attivare le pompe solo quando serve e con la potenza adeguata, evitando picchi inutili. Fino a ieri, molte decisioni erano affidate all’esperienza degli operatori e a modelli previsionali statici, con margini di errore che si ripercuotevano sui costi e sulla sostenibilità.
La soluzione: AI, dati storici e linguaggio naturale
Per superare questi limiti, il Consorzio ha adottato un sistema che combina la piattaforma Ignition di EFA Automazione (gruppo Relatech) con modelli di intelligenza artificiale. La vera innovazione sta nella capacità di interrogare oltre un decennio di dati storici – temperature, precipitazioni, portate, consumi energetici – usando il linguaggio naturale. Gli operatori possono chiedere al sistema, ad esempio, “qual è la previsone di pioggia per le prossime 48 ore?” e ricevere non solo la stima meteo, ma anche la miglior strategia di pompaggio per minimizzare l’energia impiegata, confrontando automaticamente le condizioni attuali con migliaia di situazioni analoghe già vissute.
I benefici: meno costi, più resilienza
L’integrazione ha già portato risultati tangibili: la schedulazione dinamica delle pompe permette di spostare i carichi nelle fasce orarie a minor costo energetico e di ridurre la potenza assorbita senza compromettere la sicurezza idraulica. Inoltre, la capacità predittiva dell’AI evita accensioni tardive o sovradimensionate durante i nubifragi, proteggendo il territorio da allagamenti e risparmiando centinaia di migliaia di euro all’anno di elettricità. Il sistema impara continuamente dai nuovi dati, affinando le proprie previsioni e diventando sempre più preciso.
Cosa significa per chi legge
L’esperienza dell’Adige Euganeo mostra tre lezioni utili anche al di fuori del settore idrico: valorizzare i dati già disponibili può generare efficienza immediata, senza investimenti in nuove infrastrutture fisiche; l’interfaccia in linguaggio naturale abbatte le barriere tecniche, mettendo l’AI a disposizione di personale non specializzato; l’ottimizzazione energetica dinamica non è solo un vantaggio economico, ma uno strumento di adattamento ai cambiamenti climatici. Per aziende e pubbliche amministrazioni, guardare a questi casi concreti significa capire che l’innovazione non è una promessa lontana, ma una leva già utilizzabile.