Il cantiere edile tradizionale, fatto di ritardi, materiali sprecati e costi imprevisti, potrebbe presto lasciare spazio a un modello radicalmente diverso: il building as a service. A dimostrarlo è Marlegno, azienda bergamasca che ha conquistato il podio ai MADE Future Industry Awards con un progetto che abbatte i tempi di costruzione del 40% e riduce gli scarti del 25%, grazie a una combinazione di architettura cloud, robotica e analisi predittiva.
Cos’è il building as a service
Il building as a service (BaaS) sposta la logica costruttiva dal cantiere alla fabbrica. Invece di portare operai, betoniere e ponteggi sul luogo, gran parte dell’edificio viene prefabbricato in ambienti controllati, con componenti standardizzati e digitalmente progettati. Il risultato è un cantiere che diventa un’operazione di assemblaggio veloce, meno soggetta alle intemperie e con una qualità costante. Questo approccio ricorda la produzione industriale: l’edificio viene “prodotto” in linea, come un qualsiasi bene manifatturiero, e poi offerto come servizio integrato, dalla progettazione alla manutenzione.
Il progetto Marlegno: cloud, robot e previsioni
Il cuore dell’innovazione di Marlegno è una piattaforma cloud che orchestra l’intero flusso di lavoro. I modelli digitali dell’edificio (BIM) vengono aggiornati in tempo reale e trasmessi ai robot che operano nelle linee di prefabbricazione, capaci di tagliare, assemblare e rifinire componenti in legno con precisione millimetrica. L’analisi predittiva, basata su dati raccolti dai sensori e dalle fasi precedenti, permette di anticipare eventuali inefficienze, ottimizzare l’uso dei materiali e ridurre i fermi macchina. Così si spiega il -40% sui tempi di cantiere: le attività in situ si limitano al montaggio finale, mentre la maggior parte del lavoro avviene in parallelo in fabbrica.
Impatto ambientale e sostenibilità
La riduzione del 25% degli scarti non è solo un vantaggio economico, ma un passo concreto verso un’edilizia a minore impronta ecologica. Prefabbricare in ambiente controllato significa utilizzare esattamente il materiale necessario, evitando gli sprechi tipici del cantiere, dove tagli e aggiustamenti generano rifiuti. In più, il legno impiegato da Marlegno proviene da filiere certificate e contribuisce a immagazzinare CO₂. L’integrazione digitale consente di progettare edifici più efficienti energeticamente, monitorando le prestazioni lungo l’intero ciclo di vita, in un’ottica di economia circolare che punta a disassemblare e riutilizzare i componenti a fine vita.
Cosa significa per chi legge
Per i professionisti del settore, il caso Marlegno dimostra che il building as a service non è una chimera ma una realtà competitiva, accessibile grazie a tecnologie già mature. Significa poter offrire ai committenti tempi certi, costi prevedibili e una sostenibilità documentata. Per le imprese di costruzione, l’invito è a investire in formazione digitale e partnership tecnologiche, per non restare indietro rispetto a un mercato che chiede sempre più efficienza e trasparenza. Per il cittadino, la prospettiva è quella di case e uffici costruiti più in fretta, con minori disagi per i quartieri e con un impatto ambientale ridotto. Il cantiere rumoroso e polveroso potrebbe diventare, presto, solo un ricordo.